PONZA Sindaco vuole riprendersi Zannone e dichiara guerra al Parco
- Categoria: Castelforte-SS. Cosma e Damiano
- Pubblicato Mercoledì, 03 Luglio 2013 17:42
- Scritto da Roberto Mari
Il sindaco di Ponza Piero Vigorelli vuole riprendersi l’isolotto di Zannone, un’estensione di quasi un chilometro quadrato che dal 1979 fa parte del Parco nazionale del Circeo. Dice che è abbandonata e che vuole invece valorizzarla.
Ma il presidente del Parco Gaetano Benedetto non è d’accordo. Lui ha detto che vorrebbe aprire l’isoletta, tuttora disabitata, a gruppi di visitatori. In sostanza vorrebbe che l’isola diventasse meta di turismo sostenibile. Analoga cosa però vorrebbe fare l’Amministrazione comunale di Ponza disposta ad utilizzare i proventi della tassa di sbarco e provare a portare, gradualmente, i visitatori anche in questo angolo di paradiso. In sostanza, il sindaco vuole valorizzare l'isolotta abbandonata chiedendo di poterla gestire come amminiostrazione comunale.
Vigorelli, stanco dell’inerzia del Parco, dice che se continua così la sua amministrazione farà di tutto per riprendersela. «Il Parco – spiega il primo cittadino di Ponza – purtroppo non ha un centesimo per garantire gli interventi minimi di manutenzione. Tutta l'isola è in stato di abbandono, non c'è un sentiero pulito, le strutture sono pericolanti, neanche il piccolo approdo di cui si è parlato tanto è stato realizzato. Non vedo come si possa invertire la tendenza, tenuto conto poi che noi versiamo al Parco, ogni anno, oltre quattordicimila euro. E di sicuro non vengono investiti a Zannone».
Che sia un posto di un altro mondo lo si capisce dalla straordinaria varietà di uccelli migratori che attraversano l'isolotto di Zannone e dai mufloni che la abitano, dai suoi fondali cristallini, da una storia vulcanica che inizia oltre 200 milioni di anni fa. Ma anche dalle cronache in bianco e nero dei festini hard della fine anni '60, nell'antica abbazia benedettina trasformata in villa dai marchesi Casati Stampa.
L’isoletta è dunque contesa. Non resta che attendere come reagiranno i responsabili del Parco. Una cosa è certa: bisogna investire sull'isola per renderla fruibile, e per investire ci vogliono i soldi.
