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Lunedì, 4 Maggio 2026 01:12

GAETA Anche Cusani alla manifestazione a sostegno di Berlusconi, polemiche e tensioni a Roma


Anche il Presidente della Provincia Armando Cusani si è recato a Roma oggi per sostenere il Presidente Silvio Berlusconi ed esprimergli tutta la solidarietà e l’affetto in questo difficile momento.

«È un appuntamento storico che segna un punto in negativo per la nostra democrazia» ha puntualizzato Cusani mentre viaggiava alla volta di Roma a bordo di un pullman partito da Gaeta e fermatosi a Sperlonga dove si è imbarcato lo stesso presidente Cusani insieme ad altri sostenitori di Forza Italia per partecipare alla manifestazione contro la decadenza di Silvio Berlusconi, in attesa del voto in Senato che comincerà alle ore 17.

La provincia pontina è stata ben rappresentata nella capitale. «Pur essendo oggi una giornata lavorativa - ha sottolineato il consigliere regionale Giuseppe Simeone -  ce l’abbiamo fatta ad organizzare quattro pullman grazie al mio impegno, a quello del senatore Claudio Fazzone, del sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano e del presidente della Provincia di Latina Armando Cusani». 

Secondo quanto trapela da Reuters, per il servizio d’ordine sono stati coinvolti anche i servizi segreti che monitorano la situazione: «L’intelligence sta seguendo la questione, anche se non ci sono allarmi, soprattutto per evitare che in una protesta comprensibilmente anche energica non si infiltrino altri elementi violenti», ha detto una fonte dell’intelligence all’agenzia stampa.

Intanto però si sono già verificati momenti di tensione in via del Plebiscito, dove si sono dati appuntamento alle 14h, i sostenitori di Silvio Berlusconi e dove questo pomeriggio il leader di Forza Italia dovrebbe tenere un discorso prima di partire per Arcore. È quanto si apprende da una fonte di Forza Italia che conferma che Berlusconi non si recherà al Senato per assistere alla votazione sulla sua decadenza.

Davanti a Palazzo Grazioli è stato allestito un palco e un maxi schermo sul quale, in attesa del discorso di Berlusconi, si stanno proiettando dei video sulla storia di Forza Italia. Il partito ha anche protestato in una nota perché «alle decine e decine di pullman in arrivo a Roma viene impedito di avvicinarsi al centro per permettere la discesa dei sostenitori di Silvio Berlusconi». I sostenitori di Forza Italia hanno gridato al boicottaggio.

Le polemiche sono anche scaturite questa mattina dopo che le forze dell’ordine hanno fatto rimuovere uno striscione esposto dagli organizzatori della protesta e che recava la scritta «è stato un colpo di stato».

«Atto grave il sequestro di uno striscione. È inaudito reprimere il dissenso popolare che si sta manifestando già dalle prime ore di stamattina in via del Plebiscito. Sequestrare preventivamente uno striscione è un atto gravissimo che lede la libertà di manifestare la propria opinione», ha scritto l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini condannando il gesto delle forze dell’ordine sul suo sito.

A questa si aggiunge la «Dichiarazione congiunta dei capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato», Renato Brunetta e Paolo Romani che sul sito gruppopdl-berlusconipresidente.it hanno scritto: «Apprendiamo la notizia secondo la quale alcuni funzionari delle forze dell’ordine hanno sequestrato preventivamente un cartello che sarebbe stato esposto questo pomeriggio durante la manifestazione di Forza Italia a sostegno del nostro presidente Silvio Berlusconi».

«Giudichiamo molto grave quanto accaduto - prosegue la nota - e, in attesa di chiarimenti, preannunciamo sin d’ora interrogazioni urgenti al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, affinché venga fatta piena luce su questo inaccettabile episodio».

«È inaudito che si sia verificato il sequestro preventivo di un cartello a via del Plebiscito. Nel Paese delle manifestazioni violente dei No-Tav, dei bruciatori di bandiere, di cortei di gente armata e mascherata, delle vetrine distrutte, il centrodestra italiano, da vent’anni, organizza invece manifestazioni pacifiche, correttissime, esemplari. Questo abbiamo sempre fatto, e questo faremo. Non accettiamo censure preventive, e rivendichiamo il diritto costituzionale sancito dall’art. 17 (libertà di manifestazione) e dall’art. 21 (libertà di espressione)», ha commentato Raffaele Fitto.

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