GAETA Tares, Mitrano invita sindaci del sud pontino a protestare a Roma
- Categoria: Gaeta
- Pubblicato Giovedì, 19 Dicembre 2013 20:16
- Scritto da Redazione

Il sindaco Cosmo Mitrano ha detto basta. E invita i suoi colleghi dei Comuni del sud pontino a porre in essere azioni concordate di protesta civile contro il governo ed i parlamentari che hanno delegato ai comuni la funzione di gabellieri dello stato, costretti ad imporre e riscuotere tasse (ultima, la TARES), finalizzate alla sopravvivenza e non al rilancio economico del nostro Paese. Ecco come il primo cittadino gaetano si è rivolto ai sindaci dei comuni di Formia, Minturno, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga, Itri, Spigno Saturnia, Ponza e Ventotene.
Cari colleghi, la TARES, nuovo tributo sui rifiuti, entrato in vigore dal 2013 e non per volontà dei Comuni, sta creando gravi disagi ai cittadini dei nostri Comuni ai quali non è affatto facile spiegare che questa «gabella» voluta dallo Stato prevede sensibili aumenti rispetto agli anni scorsi, anche per via di un balzello aggiuntivo (da pagare con l'ultima rata) di 0,3 centesimi a metro quadro, destinati allo Stato per «servizi indivisibili» come illuminazione pubblica e manutenzione stradale.
Non è facile spiegarlo alle centinaia di cittadini arrabbiati che si presentano agli Uffici Tributi dei Comuni con bollettini alla mano per chiedere spiegazioni e sgravi, contestando l'esosità dell'importo richiesto. Soprattutto non è facile per i primi cittadini che da qualche anno hanno le mani legate in materia di scelte su fiscalità locale e bilanci.
È ora di dire basta! Tutti insieme dobbiamo far sentire forte la voce del dissenso che nasce dalla difficoltà di amministrare territori strozzati dalla crisi. Dobbiamo protestare contro la politica nazionale che, dimostrando di non avere sufficiente senso civico né rispetto dei cittadini, ha solo saputo scaricare il peso di certe scelte scellerate delegando ai Comuni il gravoso e spiacevole compito di imporre e riscuotere tasse, finalizzate alla sopravvivenza e non al rilancio economico del nostro Paese.
Governo e Parlamento non stanno adottando politiche concrete legate alle riforme ed alla spending review. Mancano idee, progetti e programmazioni serie di ampio respiro per il rilancio dell'occupazione, delle imprese, dell'economia. Di converso, hanno adottato l'escamotage di relegare gli Enti Locali ad un ruolo di frontiera, costringendo in primo luogo i Sindaci a subire quotidianamente attacchi verbali, critiche e pesantissime rimostranze della popolazione.
Lo Stato ha bloccato i trasferimenti finanziari: tre milioni di euro tagliati al Comune di Gaeta nel 2013 e ad oggi circa un milione in meno per il 2014. Analoghi tagli avranno subito anche altri Comuni del comprensorio. Da qui la necessità di dover reperire risorse vitali attraverso un carico fiscale stabilito dallo Stato, sottoforma di TARES/IMU, che presto si fonderà in altre imposte. Ormai i Comuni sono ridotti al lastrico, costretti ad essere i parafulmini dei provvedimenti imposti dall'alto a scapito dei cittadini.
Non vogliamo essere considerati i gabellieri dello Stato. Uniti, dobbiamo sottolineare in modo deciso la nostra impossibilità ad amministrare i territori in queste condizioni. Dobbiamo esprimere la nostra amarezza di fronte alla dilagante miseria, che porta ogni giorno imprenditori a chiudere aziende, commercianti ad aprire le saracinesche solo per pagare le tasse, famiglie alla disperazione e giovani a perdere la speranza nel futuro.
Proprio in queste ore i mass media stanno diffondendo un dato allarmante: in Italia un cittadino su tre si sta avviando verso la soglia della povertà. Tutto questo non è accettabile. Non è più tollerabile l'immobilismo di chi scarica sui Comuni pesanti responsabilità, senza curarsi delle inevitabili e soffocanti conseguenze, anzi lavandosene addirittura le mani. Se i rappresentanti in Parlamento e al Governo non sanno esercitare il loro mandato, vadano a casa!
Per queste ed altre ragioni invito i colleghi dell'intero comprensorio, al di là del colore politico che ci caratterizza, ad unire le nostre voci di protesta e ad organizzare insieme iniziative concrete di «rivoluzione pacifica e civile» sotto i palazzi romani del potere.
Intanto, in attesa di organizzarci per esprimere la nostra civile protesta, Vi invito ad esporre un drappo o uno stendardo verde sulla facciata del Palazzo Comunale come simbolo di lotta all'oppressione fiscale e burocratica messa in campo da una politica nazionale sorda ai bisogni delle persone e delle imprese; ma anche come speranza di una ripresa sociale ed economica attesa da tempo.
Alla luce di quanto evidenziato, Vi invito ad indicare una data utile per promuovere un incontro finalizzato ad individuare ed organizzare insieme le forme di protesta da porre in essere.
Con i miei migliori saluti.
Cosmo Mitrano - Sindaco di Gaeta
