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Lunedì, 4 Maggio 2026 05:04

GAETA Balletta:«Mitrano e Monti perché non spostate il pontile petroli di Civitavecchia dal mare aperto al porto commerciale?»


Una guerra lampo contro la città di Gaeta e il suo Golfo: questa è l'azione portata avanti dal sindaco Mitrano e dal presidente Pasqualino Monti dell'Autorità' Portuale di Civitavecchia/Fiumicino/Gaeta in merito alla delocalizzazione del pontile petroli Eni nel porto commerciale.

Questa scellerata iniziativa sta aprendo un terribile voragine con il nostro territorio; una voragine che non potrà mai più essere colmata. Si potrebbe anche ironizzare sull'incoerenza di Mitrano che la mattina dice una cosa e nella tarda mattinata ne dice un'altra ma ancora una volta sta dimostrando tutta la sua più assoluta incapacità nel disegnare la città del futuro mettendo, come in questo casi, a rischio la vita di tanta gente.

Spesso il sindaco Mitrano afferma che cambierà il volto della città, se questo e il modo in cui pensa di farlo e' meglio che si faccia da parte. Trovo irresponsabile non valutare una delocalizzazione in mare aperto del pontile petroli nonostante questa sia la soluzione che tutti i porti stanno applicando. L 'Autorità' Portuale di Napoli delocalizzerà in mare aperto con fondi comunitari mentre a Genova saranno utilizzati fondi privati e non pubblici come invece si vuole fare a Gaeta.

Siamo sicuri che questo sperpero di fondi pubblici sia condiviso alla fine dalla Corte dei Conti ? Sicuramente i due non hanno ben chiaro quelli che sono gli aspetti negativi di un pontile "lungo costa" e gli enormi vantaggi di una "boa" in mare aperto da utilizzare per lo scarico dei prodotti petroliferi. Con uno scalo lungo costa non vengono affatto eliminati i rischi ambientali e di sicurezza previste dalle rigorosissime norme internazionali; le città di Gaeta e Formia sono troppo prossime al pontile ENI che in caso d'incendio o esplosione sarebbero inevitabilmente coinvolte da colonne di fumo e dall'onda di calore mentre la marea oleosa si riverserebbe rapidamente lungo tutta la costa del Golfo di Gaeta.

La delocalizzazione nel porto commerciale e' oltremodo un'opera costosissima in cui dovranno essere costruiti moli e diga foranea che
andrebbero inevitabilmente a modificare le correnti del Golfo con conseguenze negative sulle attività turistico-produttive che la stessa qualità dell'acqua. Ma se per togliere una bitta nel porto di Gaeta l'Autorità Portuale ha impiegato 10 anni mentre per gli attuali lavori non si vede mai la fine con anni e anni di ritardo, in quanto tempo saranno realizzata le nefaste infrastrutture petrolifere nel porto commerciale?

Attenzione, non vorrei che tutto questo rappresenti la sola fortuna di qualche studio di progettazione che ci costerebbe milioni e milioni di euro.

Una domanda sorge spontanea: ma se la soluzione lungo costa e' cosi vantaggiosa perché il presidente dell'Autorità Portuale non fa votare in comitato portuale la delocalizzazione del pontile petroli presente in mare aperto a Civitavecchia verso il porto della città?

Non lo fa perché la città non solo non lo condividerebbe mai e poi mai ma anche perché nel porto di Civitavecchia devono ormeggiare navi da crociera, traghetti, frutta e traffici puliti; il petrolio in rada mai in porto, così come prevede sia il buon senso che la regolamentazione internazionale a tutela della sicurezza e dell'ambiente.

A Gaeta altro che traffici puliti avremo solamente un porto completamente depotenziato a favore dell'ENI con un pericolo in più
che potrebbe, in caso di incidenti, coinvolgere anche altre navi ormeggiate in porto scatenando un effetto domino. Sia la regione Lazio che l'ente portuale per lo scarico del prodotto petrolifero in raffineria incassano milioni e milioni di euro in tasse e accise, come dire, ci guadagnano tutti eccetto i gaetani che ancora oggi hanno i tubi di petrolio sotto il letto di casa.

Per la scelta del pontile in mare aperto ci sono tantissime valide motivazioni su cui gli enti non potranno tenere gli occhi chiusi. Infatti optando per un simile scenario le conseguenze di un sinistro non si trasferirebbero direttamente sulla popolazione; inoltre una più
veloce e controllata gestione delle operazioni di spegnimento che non sarebbero ostacolate dalla presenza di realtà produttive e abitazioni presenti lungo la costa. Infine un miglior controllo nelle operazioni di scarico con una più tempestiva ed efficacia gestioni delle chiazze oleose, tutto sarebbe facilmente perimetrabile e circoscriscrivibile.

Giambattista Balletta

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