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Lunedì, 4 Maggio 2026 12:41

GAETA Variante piano regolatore portuale: dibattito e conclusioni del Laboratorio Socio-Politico S.Giacomo


Giovedì 15 maggio il laboratorio socio-politico attivo presso la Parrocchia di S. Giacomo di Gaeta, nell’ambito delle iniziative promosse per affermare la cultura della sostenibilità e della legalità, ha tenuto un incontro-dibattito sull’iter procedurale da osservare per la formazione della variante al Piano Regolatore Portuale e sulle possibili connessioni tra ambiente e territorio legate alle nuove opere portuali previste dalle linee guida deliberate a Civitavecchia il 17 febbraio 2014 dal Comitato Portuale, tra cui, quelle relative allo spostamento del pontile petroli.

 

Sulla base delle conoscenze l’avvocato Falzone ed il prof. Valente, relatori delle due sezioni dell’incontro, hanno rimarcato l’importanza di un approccio comprensoriale ai problemi della portualità commerciale di Gaeta, insistente all’interno di un’area dichiarata “sensibile” dalla Regione Lazio.

L’avv. Falzone ha insistito su come la legge 84/94, che tra l’altro disciplina la formazione degli strumenti di pianificazione
 portuale, abbia posto a base del procedimento due aspetti: la condivisione delle opere da realizzare con i comuni interessati (che devono esprimere la “previa intesa”) e la loro conformità agli strumenti urbanistici vigenti che, altrimenti, richiederebbero apposita variante (sulla quale i cittadini interessati devono essere messi in grado di esprimere le proprie osservazioni). 

Dalla relazione è emerso chiaramente che il consiglio comunale di Gaeta deve preventivamente esprimere il suo gradimento sulle proposte dell’Autorità ed anche il Comune di Formia, benché materialmente non investito dall’infrastruttura portuale, dovrebbe poter esprimere l’intesa, essendo “interessato” alle interazioni delle opere portuali sul vicino proprio territorio. 

Le popolazioni di entrambi i comuni, poi, devono esprimere il proprio parere, ex art. 23 della legge 334/99, in caso di realizzazione di opere portuali cd. petrolifere, come la ipotizzata delocalizzazione del pontile petroli, considerata l’incidenza di detta opera sulla sicurezza dei cittadini. Essi, peraltro, potranno anche presentare le proprie osservazioni in sede di valutazione ambientale, secondo le disposizioni della Convenzione di Aarhus e quelle di cui al nostro Codice dell’Ambiente.

Proprio la vastità delle interazioni sul territorio è stato oggetto d’attenzione da parte del prof. Valente nel prosieguo della serata. Quest’ultimo, con l’ausilio di slides, ha mostrato i risultati di alcuni studi sulle correnti all’interno del golfo di Gaeta, paventando un concreto rischio di erosione per le coste in presenza di opere a mare di rilevante impatto.

Il prof. Valente ha anche lanciato l’allarme sull’inquinamento dell’aria e del mare nei pressi dell’area portuale, i cui valori disponibili sono già oggi al limite, od oltre quelli ammessi dalla legge, specie per aree dichiarate sensibili. Il relatore ha tenuto a sottolineare che il suo approccio non è assolutamente preclusivo per lo sviluppo del porto, ma, che questo deve essere visto a 360 gradi, ponendo al primo posto la tutela dell’ambiente e della salute.

La complessità e la vastità dei temi in discussione, e i qualificati interventi che sono seguiti alle relazioni, hanno indotto il comitato di coordinamento del Laboratorio a promuovere, attraverso una tavola rotonda, un ulteriore momento di riflessione sull’argomento, coinvolgendo i rappresentanti istituzionali, gli operatori del settore e persone che hanno esperienza di traffici marittimi ed infrastrutture portuali. L’appuntamento è fissato per giovedì 29 maggio alle ore 19,30.

 Gruppo di Coordinamento del Laboratorio Socio-Politico

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