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Lunedì, 4 Maggio 2026 16:30

GAETA Memoria del Preziosissimo Sangue, Festeggiamenti nella Confraternita del Rosario


Francesco Del Pozzone, addetto Stampa della Confraternita del Rosario Gaeta, ci offre una nuova pagina di storia ecclesiale dell'Arcidiocesi di Gaeta. Ricorda che nella Chiesa del Rosario di Gaeta il prossimo giovedì 10 luglio con la Recita del Santo Rosario dalle 17.30 e, a seguire, alle 18.00 con la Santa Messa e omelia appropriata all'occasione si terrà la Memoria del Preziosissimo Sangue del Nostro Signore Gesù Cristo, in cui esprimeremo la nostra gratitudine al Signore che ha versato tutto il suo Sangue per salvare ogni uomo di ogni tempo.

Evidenzia che Gaeta è spiritualmente, nel contempo, Città di Maria, ma, in palese coerenza teologica, anche Città della Passione di Cristo e del Preziosissimo Sangue (Maria è la prima redenta, nella grazia preveniente, in virtù dei meriti della Passione del suo Figlio). In tal senso, subito si appalesa alla mente il famoso Santuario della Trinità, gemma mirabile di Gaeta, posto nei pressi della celeberrima Montagna Spaccata la cui tripla frattura è pia ed eterna reliquia della commossa reazione del creato alla scomparsa di Cristo.

Nella penombra dell'artistica Cappellina arditamente incastonata, qual preziosa gemma, fra aspre rocce, davanti al Redentore Crocifisso, in un silenzio mistico appena disturbato dallo sciabordio delle crespe onde marine che frangono contro le pareti del monte, il cuore si apre alla trascendenza e ogni pensiero si trasfigura e si sublima in supplice preghiera. Questo pio luogo ha accolto, tra gli altri, San Gaspare Del Bufalo, cantore del Preziosissimo Sangue ma significative rimangono le visite fatte dal Beato Pio IX, esule a Gaeta, il 28 Novembre 1848 e, soprattutto, il Venerdì Santo del 1849.

Proprio Papa Mastai, il Pontefice dell'Immacolata e dell'Ubi Primum, emanato dalla nostra città, il 10 Agosto 1849 sempre da Gaeta emana il documento Redempti Sumus, col quale eleva ed estende a tutta la Chiesa la Festa del Preziosissimo Sangue di Cristo.
A che si deve tutto ciò?

Abbiamo fatto cenno a San Gaspare del Bufalo; orbene questi viene a Gaeta, assieme a un gruppo di suoi collaboratori, per predicarvi, una prima volta nella tarda primavera del 1824 invitato dal Vescovo di Gaeta Mons. Francesco Saverio Buomono, in preparazione al Giubileo del 1825, indetto dal Papa Leone XII con la Bolla "Quod hoc ineunte saeculo". L'accoglienza a Gaeta avviene il 5 Giugno 1824 e la missione si svolge coinvolgendo le parrocchie di Santi Cosma e Damiano, San Giacomo Apostolo e, infine, la Cattedrale, sempre con debordante, massiva partecipazione di fedeli. In tale occasione, il nostro Santo fonda, sempre a Gaeta, la Confraternita del Preziosissimo Sangue, constatando e rallegrandosi per la profonda devozione che i gaetani nutrono per la Passione di Cristo e i dolori di Maria.

Gaeta già solennemente onorava il Sangue Divino di Gesù, durante la Quaresima, come si arguisce dal Calendario proprio della Diocesi, rivisto durante il Sinodo di Mons. Pergamo; il ricetto del novello pio consorzio sarà posto proprio nella nostra Chiesa del Rosario, e Gaspare vi dona l'artistico Crocifisso usato per la citata missione popolare che, adesso, adorna l'altare laterale sinistro e, naturalmente, noi della Confraternita del Rosario lo custodiamo ben gelosamente!

Successivamente, Gaspare stesso farà ancora ritorno a Gaeta, su mandato del Vescovo di Gaeta Luigi Maria Parisio, nel Giugno 1829, per tenervi un nuovo corso di predicazione al popolo; anche in tale circostanza, il nostro Santo dona a Gaeta un altro Crocifisso, usato per tale missione e serbato, adesso, nella Chiesa della Natività di Maria (vulgo dell'Ulivo). Fatto particolare, che va a sommo onore di Gaeta: nel 1855, a questo Crocifisso verrà inserita un reliquia di Gaspare del Bufalo, consistente in un brandello di tessuto facente parte del vestiario gaspariano, il tutto autenticato. Durante gli avvenimenti ben noti del 1848 - 1849, che costringono Papa Pio IX a rifugiarsi nella nostra Gaeta, Papa Mastai riceve, tra gli altri, la visita di don Giovanni Merlini, degno discepolo di Gaspare Del Bufalo; il "Merlo che vola alto in santità", così amabilmente Gaspare motteggiava Don Giovanni, caldamente esorta il Pontefice a concedere a tutta la Chiesa di poter festeggiare il Preziosissimo Sangue contro la nequizia dei tempi, ritenendolo anzi come voto per un presto ritorno a Roma.

A tali parole Pio IX replica asserendo che "non farà un voto, bensì ferma promessa" che onorerà non appena Roma sarà libera.
Con la venuta dei francesi, Roma fu liberata proprio il 1° luglio 1849, che quell'anno cadeva di domenica, giorno in cui tradizionalmente si fa memoria del Divin Sangue di Cristo e con il decreto "Redempti sumus" del 10 agosto 1849, Pio IX estese alla Chiesa universale la festa del Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, mantenendo fede alla parola data. Qui, una considerazione va fatta: il documento è curato e firmato dal Cardinale Lambruschini, il medesimo che il giorno 11 Febbraio, sempre da Gaeta, spedirà l'enciclica Ubi Primum, davvero un Segno del Signore che voleva mettere in rilievo come le singolarissime prerogative di Maria ( Ubi primum) fossero scaturite dalla preventiva offerta del Sangue di Cristo (Redempti sumus).

Da evidenziare pure che, mentre si emanava la Redempti sumus, sempre a Gaeta il 10 Agosto, che era un Venerdì (altro legame con la Passione!), come riporta il Blois, giungono con la nave Labrador il Tenente Generale Oudinot e il contrammiraglio Trehovart, al comando delle forza francesi nel Mar Mediterraneo e artefici della liberazione di Roma, ricevuti poi dal Santo Padre e dal Re Ferdinando II.

Che dire? Mera coincidenza temporale o altro segno divino, coi militi francesi che quasi diventano strumento di Dio e per liberare la Città Eterna e per esaltare il Sangue di Cristo? Così Gaeta, diventa, oltre Città di Maria, anche Città della Passione di Cristo e del suo Preziosissimo Sangue; in altri termini, teologicamente riflettendo, Città Eucaristica! È importante, allora, che la nostra Confraternita, secondando il proposito espresso nel merito dal Priore Renato Satriano, riconfermi la volontà di far memoria del Divin Sangue, spronata anche dalla recente canonizzazione di Giovanni XXIII, cultore devotissimo del "Sangue sparso" che, nell'Enciclica "Inde a primis" del 30 Giugno 1960 così argomentava: "Ma anche la devozione al Sangue Preziosissimo, di cui è stato propagatore ammirabile nel secolo scorso il sacerdote romano San Gaspare del Bufalo, ebbe il meritato consenso e il favore di questa Sede Apostolica. Giova infatti ricordare che per ordine di Benedetto XlV furono composti la Messa e l'Ufficio in onore del Sangue adorabile del Salvatore divino; e che Pio IX, a soddisfazione di un voto fatto a Gaeta, ne volle estesa la festa liturgica alla Chiesa universale.

Fu infine Pio Xl, di felice memoria, che a ricordo del XIX Centenario della Redenzione, elevò la suddetta festa a rito doppio di prima classe, affinché dalla accresciuta solennità liturgica più intensa si facesse la devozione stessa e più copiosi si riversassero sugli uomini i frutti del Sangue redentivo".

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