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Domenica, 3 Maggio 2026 19:31

GAETA Mitrano: Aiuole e parchi giochi off limits ai cani, multe da 25 a 250 euro per chi non pulisce deiezioni canine


Aiuole e parchi giochi sono off limits ai cani. Tolleranza zero per chi non raccoglie la deiezione del proprio cane. L’ordinanza del sindaco Mitrano, che prevede multe da 25 a 250 euro per i trasgressori maleducati, contiene una interessante novità: proibisce ai cani di entrare nelle aiuole pubbliche e nelle aree destinate al gioco dei bambini.

Da oggi sono off limits per i cani le aiuole pubbliche e le aree destinate ai giochi dei bambini. Questa la novità contenuta nell'ordinanza 278/2013 che il sindaco Cosmo Mitrano ha emanato per evitare che la città continui ad essere insudiciata dagli escrementi canini. Difatti, è una condizione d’inciviltà diffusa per tutta Gaeta quella di lasciar defecare i propri cani per strada, nelle aiuole o sui marciapiedi senza poi raccogliere le feci. Chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane arreca danno a tutti, amanti o meno degli animali, possessori o meno di un animale.

Fortunatamente è una minoranza maleducata e sporcacciona quella che permette ai propri cani di trasformare i marciapiedi, le strade e le aiuole in vere e proprie lettiere, ma il sindaco Cosmo Mitrano è intransigente. «L’educazione, il buonsenso e il rispetto degli altri e dell’ambiente sono principi – sostiene il primo cittadino – che vanno salvaguardati ed applicati». E con l’ordinanza n. 278 del 19 agosto 2013 rende obbligatorio condurre i cani al guinzaglio e raccogliere i loro escrementi.

È in arrivo un bel giro di vite per i trasgressori proprietari dei cani che da domani dovranno stare ben attenti anche al loro portafogli in caso di disattenzioni. I padroncini distratti, ovvero maleducati, sono avvertiti: multe a partire da 25 a 250 euro per chi non rispetta l’ordinanza e per chi verrà colto sprovvisto di paletta e sacchetto. Non raccogliere le deiezioni dei propri animali è un atto incivile e nel contempo una violazione che verrà sanzionata dalla Polizia Locale, con ancora maggiore attenzione rispetto al passato, al fine di debellare questo sgradevole comportamento contrario alle norme di convivenza civile. 

Amare gli animali significa infatti anche rispettare l’ambiente e comportarsi con senso civico. Chi vive con un cane ha il diritto di portarlo a spasso, così come chi non possiede un animale da compagnia ha il diritto di non imbattersi negli escrementi e di trovare i marciapiedi puliti. «L’ordinanza – spiega il sindaco Mitrano – è volta anche a conferire alla nostra città un’identità sensibile al rispetto dell’ambiente e alle normative vigenti in materia di decoro e igiene pubblica. Mantenere la città pulita è un nostro dovere e un nostro diritto: le nostre strade, i nostri parchi e le nostre aiuole meritano di essere rispettati come il salotto di casa nostra!».

Dunque, tolleranza zero nei confronti di chi non si preoccupa di rispettare il prossimo, insudiciando il suolo pubblico e obbligando gli altri passanti a un continuo slalom: «Oltre che una mancanza di igiene e decoro – commenta Mitrano – si crea un grande disagio per i cittadini, soprattutto per le persone diversamente abili, come le persone afflitte da cecità o in sedia a rotelle. Purtroppo queste situazioni fanno aumentare il malumore dell'opinione pubblica nei confronti dei cani, i quali però sono privi di colpa, poiché essa è da imputare unicamente alla maleducazione dei loro padroni o delle persone incaricate della loro custodia».

Una simpatica lezione, probabilmente da imitare, ci viene da un paese spagnolo. A Brunete, cittadina di 10.000 abitanti a meno di trenta chilometri da Madrid, da tempo l’amministrazione tentava invano di risolvere un annoso problema, che si presenta quotidianamente nelle nazioni dove la civiltà dei bipedi lascia molto a desiderare. Quello degli escrementi lasciati sul suolo pubblico e privato dai cani di proprietà. Lasciamo perdere le leggende metropolitane sulle malattie che gli escrementi di cane potrebbero trasmettere ai bambini. Bisognerebbe essere molto più preoccupati che un bambino pestasse un escremento umano che non è per niente difficile trovare sotto il portico di casa o ai giardini pubblici. Non è una questione di malattie, ma di semplice igiene e ovviamente di rispetto dei diritti altrui.

Il sindaco di Brunete, con l’aiuto di una ventina di volontari, è riuscito a identificare i padroni che non si curano di raccogliere le feci dei loro amici a quattro zampe e ha spedito al loro indirizzo postale pacchetti che contengono i bisogni dei loro animali domestici lasciati per strada. L’originale campagna civile è stata ideata da un’agenzia pubblicitaria. I volontari, con una telecamera nascosta, filmano i proprietari incivili, raccolgono gli escrementi e, con un espediente si fanno dire il nome del cane. Tramite il database del Comune poi è molto semplice individuare nome e indirizzo del proprietario che si vede recapitare a casa, tramite corriere, un pacco con su scritto «proprietà smarrita». Allegato c’è il foglio dell’amministrazione dove si legge: «Cari residenti, questo è solo un avviso. La prossima volta potrebbe arrivare una multa che va dai 30 ai 300 euro».

Speriamo che il sindaco Mitrano non debba ricorrere a questo stratagemma: significherebbe che la maleducazione dei padroncini continua a regnare sovrana nelle menti di chi ostenta, solo a chiacchiere ma non in concreto, amore per i cani. A quel punto, meglio sarebbe che i cani portassero i loro padroni al guinzaglio in giro per la città. Loro, più educatamente, provvederebbero a raccogliere le feci lasciate dai cosiddetti padroni.

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