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Domenica, 9 Agosto 2026 10:25

SPERLONGA Veglia di Pentecoste, "Condotti dallo Spirito, chiniamoci sui dolori e sulle gioie del mondo"


Anche quest'anno la Veglia Diocesana di Pentecoste, che fa memoria dell'episodio in cui gli apostoli e Maria radunati nel cenacolo furono tutti pieni di Spirito Santo, si celebrerà non all'interno di una chiesa, ma all'aperto, in una piazza, per entrare nel vissuto della gente, assumere un forte stile missionario e testimoniare Cristo nella realtà del nostro territorio.

La Veglia si terrà sabato 7 giugno alle ore 20.30 in piazza Europa a Sperlonga, con il tema "Condotti dallo Spirito, chiniamoci sui dolori e sulle gioie del mondo". In quella sera, tutta la Chiesa di Gaeta, confluita nell'agorà della nuova umanità, attenderà lo Spirito per ricevere il dono dell'unità e della molteplicità dei carismi; la piazza sarà come un santuario, cui si giungerà, da più parti della diocesi, come popolo itinerante, pellegrino e forestiero. Questo popolo, raccogliendosi intorno al suo pastore Mons. Fabio Bernardo D'Onorio, diverrà un vero luogo di comunione fraterna per celebrare lo Spirito che arricchisce la Chiesa locale.

E in questa Veglia, si vuole accogliere il soffio dello Spirito che ci fa chinare sulle ferite dell'umanità attraverso uno sguardo di misericordia, cogliendo la novità pastorale di Papa Francesco che invita a "curvarci sui dolori e le gioie del mondo". Si percorrerà il cammino che ha compiuto Cristo, dal Golgota alla Risurrezione e poi la promessa del Paraclito che irrompe nella vita degli Apostoli e dà loro il coraggio di annunciare il nome del Signore.

La veglia è articolata in tre parti; nella prima parte si fa vedere uno sguardo sull'umanità ferita, presentando dei segni e delle immagini che ricordano i dolori, le sofferenze e in genere i calvari degli uomini e le donne dei nostri tempi. Nella seconda parte si presentano i segni di speranza, attraverso la testimonianza di una coppia sul proprio essere in questo mondo testimoni del Cristo Risorto, speranza del mondo. Nella terza parte, ricordando il giorno di Pentecoste, c'è la chiamata ad andare verso le "periferie esistenziali" e condividere con gli uomini del nostro tempo la tenerezza di Dio. Come a Gerusalemme quasi duemila anni fa, così oggi lo Spirito Paràclito, il «Consolatore», ci mostra l'orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali...per vincere l'indifferenza, l'egoismo e l'odio, e accettare le legittime differenze che caratterizzano i fratelli e le sorelle.

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