GAETA Triste ritrovamento sulla spiaggia di Sant'Agostino FOTO Tartaruga marina morta sulla battigia
- Categoria: Cronaca
- Pubblicato Venerdì, 02 Febbraio 2018 11:16
- Scritto da Redazione
GAETA 2 febbraio 2018 - Una tartaruga di circa 20 chili, 63cm della specie Caretta caretta è stata trovata morta questa mattina sulla spiaggia di Sant'Agostino. Una immagine triste quella che si è presentata ad un passante, che vedendo l’animale privo di vita, ha allertato la Guardia costiera di Gaeta che è intervenuta immediatamente sul posto.
La tartaruga è stata poi recuperata dal personale del Servizio Naturalistico Parco Regionale Riviera di Ulisse coordinato dal Responsabile Nicola Marrone e verrà consegnata all'Istituto Zooprofilattico di Roma dove verrà sottoposta a Necroscopia. Ignote le cause della morte, la testuggine marina non mostrava segni o lesioni particolari. Riproduzione Riservata

Con le sue circa 17.000 specie viventi, il Mediterraneo è uno dei mari più ricchi di biodiversità al mondo, ma durante il periodo estivo, c'è una specie in particolare, che più rappresenta il nostro mare: la tartaruga marina.
Delle sette specie di tartaruga marina esistenti, sono tre quelle che vivono nel Mediterraneo: la tartaruga comune o Caretta caretta, la più comune del Mediterraneo, la tartaruga verde o Chelonia mydas e la tartaruga liuto o Dermochelys coriace e che, dalla Grecia alla Spagna, passando per l'Italia, scelgono di nidificare in questi territori.
Nel nostro Paese, in particolare, la Caretta caretta è la più comune e diffusa: conosciamola meglio insieme!
- Uno: è la tartaruga marina più comune nelle acque del Mediterraneo ma è classificata come Vulnerable cioè in vulnerabile, nella Lista Rossa delle Specie Minacciate della IUCN.
- Due: è l'intervallo temporale con cui una femmina si riproduce, ma poiché all’interno di una popolazione il ciclo è sfalsato, le deposizioni di uova nelle spiagge si possono osservare ogni anno.
- Tre: sono le fasi ecologiche della loro vita. Pelagica, ovvero la vita in mare aperto, demersale, quando invece si avvicina al fondo marino e infine la neritica intermedia, quando dal mare aperto si avvicina alla costa entro i 200 metri di profondità.
- Quattro: sono le aree geografiche del Mediterraneo in cui si registra la massima presenza di esemplari giovani: Mar Adriatico, Mar Ionio, Stretto di Sicilia e Coste Spagnole.
- Cinque centimentri circa è la lunghezza di un piccolo tartarughino alla nascita. Ma cinque sono anche le coppie di studi dorsaliche formano il carapace.
- Sei: sono i nidi che potenzialmente ogni femmina riproduttiva puòrealizzare per ogni stagione a intervalli tra 10 e 15 giorni, anche se gli eventi raramente sono più di tre. In ogni nido ci saranno in media tra 40 e 180 uova.
- Sette: sono le specie di tartarughe marine e di queste sono solo tre quelle che vivono nel Mediterraneo.
- Otto: sono i giorni che i nuovi nati possono impiegare per emergere dalla sabbia che ricopre il nido e raggiungere la superficie.
- Nove gradi centigradi circa è la temperatura dell'acqua capace di provocare il fenomeno del cold stunning o “stordimento da congelamento”. Le tartarughe marine sono rettili eterotermi, cioè a sangue freddo, quindi dipendono da fonti esterne di calore per determinare la temperatura corporea.
- Dieci: sono i Paesi del Mediterraneo dove la Caretta caretta depone le uova: Algeria, Cipro, Egitto, Grecia, Israele, Italia (Calabria ionica, Sicilia meridionale, Isole Pelagie, medio Adriatico), Libia, Siria, Tunisia, Turchia. fonte http://www.wwf.it
